Bassano del Grappa · cosa vedere

La città attorno
al ponte

Apertura

Una città che si gira a piedi, in mezza giornata

Bassano è piccola, raccolta, fatta per essere camminata. Dal ponte di Palladio al Castello degli Ezzelini ci sono dieci minuti a piedi, e in mezzo c'è tutto: due piazze, tre musei, due torri, un duomo, una distilleria del Settecento e un viale di tigli che porta inciso il nome dei suoi morti.

Quasi tutto ciò che vale la pena vedere si concentra nel centro storico medievale, dentro il giro delle mura. È una città a misura d'uomo, percorsa da zone a traffico limitato sorvegliate da telecamere: la si lascia volentieri all'auto fuori e la si attraversa a piedi, dal ponte alle piazze, dalle piazze al castello, con la montagna sempre lì in fondo a ogni scorcio.

Questa pagina mette in fila i punti di interesse: i musei, i monumenti civili, le chiese e i luoghi della memoria. Per gli orari aggiornati, i parcheggi e gli itinerari pratici, vedi la guida alla visita.

Duemila anni in poche righe

Da Bassiano romano a città di Palladio

Bassano nasce come fondo agricolo di un romano di nome Bassiano — da cui il nome — nel II secolo a.C., ma il Brenta era abitato anche prima: nel fiume è stata ritrovata una spada di bronzo di 2.700 anni fa. San Bassiano è ancora oggi il patrono, festeggiato il 19 gennaio.

Nel Duecento la città è il cuore del dominio degli Ezzelini, la famiglia che per prima unificò i territori del Veneto. Dal 1404 entra nella Repubblica di Venezia come podesteria autonoma, "libera e separata da qualsiasi città": uno status speciale che mantenne fino a Napoleone. Nel 1760 il doge le concede il titolo di città.

Fino al 1928 si chiamava semplicemente Bassano (o Bassano Veneto): il governo aggiunse "del Grappa" per onorare i caduti della Grande Guerra sul massiccio sovrastante. Qui, da giovane autista di ambulanze, passò Ernest Hemingway: i dintorni di Bassano fanno da sfondo ad Addio alle armi.

II sec. a.C.Fondazione
romana
998Prima
menzione
1404Sotto
Venezia
1928"del Grappa"
nel nome

Città del genio e dell'industria: qui sono nati il pittore Jacopo dal Ponte, la cantautrice Francesca Michielin e ha le sue radici Renzo Rosso, fondatore di Diesel. Una città piccola ma ricca, densamente popolata e trainata da un'economia industriale viva.

La mappa

Tutti i punti, in un colpo d'occhio

Musei, monumenti, chiese, luoghi della memoria e parcheggi del centro storico. Clicca su ogni punto per il nome. Posizioni indicative.

Ponte & simboli Musei Luoghi sacri Memoria / guerra Info & parcheggi
Il cuore civile

Le piazze e le torri

Il salotto di Bassano è la sequenza di Piazza Libertà e Piazza Garibaldi, due spazi contigui che formano un'unica grande sala urbana a cielo aperto. Su Piazza Libertà si affacciano la loggia del Comune, le statue di San Bassiano e di Giove, e l'elegante facciata neoclassica. Piazza Garibaldi, ombreggiata, ospita il mercato e l'ufficio turistico.

Sopra le piazze svettano due torri. La Torre Civica, alta 43 metri, si visita su richiesta e regala dall'alto un panorama esclusivo sulle montagne e sui tetti del centro. Più a nord, la Torre di Ser Ivano (o Bolzonella), alta una trentina di metri, segna l'ingresso al Castello.

43 metri

Torre Civica

Salita panoramica sul centro e sul Grappa. Visitabile su prenotazione.

Mercato

Piazza Garibaldi

La piazza ombreggiata con l'ufficio IAT e il mercato cittadino.

Salotto

Piazza Libertà

Logge, statue e la facciata neoclassica: il centro della vita civile.

Medioevo

Castello degli Ezzelini

Il nucleo fortificato più antico, con il camminamento di ronda visitabile.

I musei

Quattro musei in dieci minuti a piedi

Bassano custodisce una delle più importanti collezioni d'arte veneta della provincia e due musei unici al mondo: quello della stampa popolare Remondini e quello della ceramica. A questi si aggiunge la memoria degli Alpini e la cultura della grappa.

Jacopo Bassano · Canova

Museo Civico

Il più antico museo del Veneto. Conserva la più ampia raccolta al mondo di Jacopo dal Ponte, detto il Bassano, e dei suoi figli, insieme a opere di Antonio Canova, alla collezione archeologica Chini e alla sezione "Storia della Città". Aperto tutti i giorni 10–19, chiuso il martedì.

Remondini · Ceramica

Palazzo Sturm

Affacciato sul Brenta, ospita il Museo Remondini — dedicato alla famiglia che inventò la stampa popolare europea: libri, carte decorate, vedute ottiche, incisioni — e, al piano nobile, il Museo della Ceramica "Giuseppe Roi", testimonianza della grande tradizione ceramica bassanese.

Penne nere

Museo degli Alpini

Piccolo e intenso, all'imbocco del ponte sopra la storica Taverna al Ponte. Cimeli, fotografie e documenti del corpo degli Alpini, di cui il Ponte Vecchio è il simbolo nazionale.

Acquavite · 2 sedi

Poli Museo della Grappa

Il museo dell'acquavite italiana, a ingresso libero: la prima sede di fronte al Ponte Vecchio (Via Gamba 6) e la seconda a Schiavon (Via Marconi 46), accanto alla storica distilleria Poli.

Dal 1779

Grapperia Nardini

La più antica distilleria d'Italia, all'imbocco orientale del ponte. Le Bolle di Massimiliano Fuksas, sospese sul Brenta, ne sono il volto contemporaneo.

Mostre

Castello degli Ezzelini

Oltre al camminamento sulle mura, ospita esposizioni temporanee. Il nucleo storico da cui la famiglia degli Ezzelini dominò la Marca nel Duecento.

Il castello e le torri

Mura, camminamento e Torre dell'Orologio

Il nucleo più antico di Bassano è il Castello degli Ezzelini (o Castello Superiore), la cittadella fortificata da cui nel Duecento la famiglia degli Ezzelini dominò la Marca Trevigiana. Dentro le mura si trovano il Duomo di Santa Maria in Colle e la Torre di Ser Ivano (Bolzonella), alta una trentina di metri, che ne segna l'ingresso.

Visitare il camminamento delle mura

Dopo un lungo restauro, le mura del castello sono di nuovo percorribili: un camminamento di ronda panoramico permette di salire sui bastioni e leggere dall'alto la struttura della città vecchia, con scorci sul Brenta e sulle Prealpi. Le visite si effettuano in genere su prenotazione e in alcuni periodi sono accompagnate; il castello ospita anche esposizioni temporanee. Informazioni e prenotazioni presso i Musei Civici e l'ufficio IAT.

La Torre Civica (dell'Orologio)

In Piazza Garibaldi svetta la Torre Civica, detta anche Torre dell'Orologio: alta 43 metri ed edificata nel Trecento, segna il tempo della città dall'alto del centro. Si può salire su richiesta (prenotazione tramite IAT o Musei Civici): dalla cella campanaria si gode un panorama esclusivo sui tetti del centro storico e, oltre, sul Massiccio del Grappa. I gradini sono ripidi: una salita breve ma intensa, premiata dalla vista.

Arte e convento

San Francesco e il Museo Civico

La chiesa di San Francesco, costruita nel XIV secolo, conserva un prezioso Crocifisso ligneo di Guariento (Trecento) e tracce di affreschi coevi. Il suo chiostro e l'ex convento ospitano oggi il Museo Civico: il più antico museo del Veneto, nato nel 1828.

Le collezioni sono di prim'ordine. Accanto alla più ampia raccolta al mondo di dipinti di Jacopo dal Ponte e dei suoi figli, il museo custodisce opere e gessi di Antonio Canova, tele dei Tiepolo e una straordinaria raccolta di disegni e incisioni con fogli di Gian Lorenzo Bernini, Albrecht Dürer e Rembrandt, oltre alla sezione archeologica Chini e alla "Storia della Città". Un solo biglietto, mezza mattinata ben spesa.

Nei dintorni vale anche la chiesa di San Giovanni Battista, sulle piazze, eretta nel Trecento e rifatta nel Settecento.

Luoghi sacri

Due duomi, mille anni di distanza

La storia religiosa di Bassano si legge in due chiese-simbolo: il Duomo antico, nato sul colle del castello più di mille anni fa, e il Tempio Ossario, eretto nel Novecento per i caduti della Grande Guerra.

Dal 998

Duomo di Santa Maria in Colle

La chiesa madre di Bassano sorge entro le mura del Castello degli Ezzelini, sul punto più alto del centro. La prima menzione della pieve di Santa Maria in Colle risale al 998. La chiesa antica fu trasformata in cripta e sopra di essa fu edificata, in forma basilicale a tre navate con campanile, la nuova chiesa, più volte ampliata e restaurata nei secoli.

Papa Pio IX la elevò alla dignità di chiesa abbaziale, conferendo agli arcipreti insegne e attribuzioni episcopali. È il duomo storico della città: raccolto, antico, legato al castello da cui guarda il fiume.

1908–1934

Il Tempio Ossario

Iniziato nel 1908 come nuovo duomo cittadino in località Bastion, il cantiere fu interrotto dalla Prima Guerra Mondiale e ripreso nel dopoguerra con un destino diverso: non più chiesa parrocchiale, ma tempio-ossario per i caduti.

Completato nel 1934 per decisione congiunta della Curia di Vicenza e del Ministero della Difesa, custodisce le spoglie di circa 6.000 soldati. In stile neogotico veneziano con tracce romaniche, presenta una cupola ottagonale affiancata da due campanili di sessanta metri: per la sua mole è detto anche il "Duomo Nuovo".

La memoria

Viale dei Martiri

Lungo le antiche mura, affacciato sulla valle del Brenta, corre il Viale dei Martiri: uno dei luoghi più toccanti della città. È dedicato a trentuno giovani impiccati ai tigli del viale nel settembre 1944, dopo il rastrellamento del Grappa.

Su ogni albero una targa porta il nome di una vittima. Si cammina in silenzio, con la pianura e il fiume da un lato e i nomi dall'altro: è il modo in cui Bassano tiene insieme la sua bellezza e la sua storia più dura. Il viale offre anche uno dei panorami più belli sul Brenta e sulle Prealpi.

A Bassano la storia non è in un museo: è sui tronchi degli alberi, sui parapetti del ponte, sul marmo del bancone di Nardini. Si attraversa, non si visita soltanto.
La Grande Guerra

Bassano, gli Alpini e il Monte Grappa

Dopo Caporetto, nell'autunno 1917, il fronte italiano si arrocca sulla linea Piave–Grappa–Asiago. Il Massiccio del Grappa, che sovrasta la città, diventa per un anno l'ultimo baluardo prima di Venezia: vi muoiono oltre 25.000 italiani e 10.000 austro-ungarici.

Da quella tragedia nasce il legame fra Bassano e gli Alpini — le “penne nere” — di cui il Ponte Vecchio è il simbolo nazionale. Fu l'Associazione Nazionale Alpini a ricostruire il ponte nel 1948, e ancora oggi a Bassano gli Alpini tornano in pellegrinaggio. Sul greto del fiume, accanto al ponte, la Statua del “bacin d'amor” di Severino Morlin ricorda il saluto dei giovani in partenza per il fronte.

In città la memoria si tocca in tre luoghi: il Tempio Ossario con i suoi 6.000 caduti, il Viale dei Martiri con i 31 impiccati del 1944, e il piccolo Museo degli Alpini sotto la Taverna al Ponte. In quota, il Sacrario di Cima Grappa custodisce le tombe di quasi 23.000 soldati.

Il Massiccio del Grappa nel dettaglio →

Eccellenze del territorio

Saper fare bassanese

Una città piccola che produce cose conosciute nel mondo: l'acquavite, le penne di lusso, l'architettura in legno. Mani, materia e precisione — la stessa cultura del fare che, da Palladio in poi, tiene in piedi il ponte.

Dal 1779 · grappa

Nardini

La più antica distilleria d'Italia, all'imbocco del ponte. Il bancone storico e le “Bolle” di Fuksas: tradizione e architettura contemporanea. nardini.it

Dal 1898 · grappa

Poli Distillerie

La famiglia Poli e il suo Museo della Grappa in due sedi — al Ponte Vecchio di Bassano e a Schiavon: la cultura della distillazione veneta raccontata e degustata. poligrappa.com

Rosà · grappa

Capovilla

A Rosà, Vittorio Capovilla è tra i più grandi distillatori di frutta al mondo: oltre 60 distillati puri da agricoltura biologica, vere bottiglie da collezione. capovilladistillati.it

Dal 1912 · scrittura

Montegrappa

Sulle rive del Brenta nasce nel 1912 Montegrappa, la più antica manifattura italiana di penne stilografiche: pennini d'oro e strumenti di scrittura di lusso famosi nel mondo. montegrappa.com

Oggi · legno

HM52

A pochi chilometri dal ponte, HM52 progetta e costruisce edifici a struttura portante in legno, abitazioni ecologiche e ospitalità Bio-Eco: la materia del ponte di Palladio nell'architettura di oggi. hm52.it

Il principe della tavola

L'Asparago Bianco di Bassano DOP

È la specialità più amata e identitaria della città: l'Asparago Bianco di Bassano DOP, candido perché coltivato sotto terra, al riparo dalla luce, sui suoli sabbiosi e alluvionali del Brenta. Tenero, dolce, senza il minimo amaro, si raccoglie a mano turione per turione.

La stagione va da marzo a inizio giugno, e a Bassano e nei paesi vicini è un rito: si serve classicamente “col vovo”, con uova sode schiacciate, olio, sale e pepe. Gli viene dedicata ogni primavera una mostra-mercato e menù speciali nelle osterie. Cercane il marchio DOP a garanzia dell'origine.

Mercato in Piazza Garibaldi: in primavera è il regno dell'asparago bianco.
I marchi di qualità

I DOP e IGP del territorio

Pochi territori in Italia concentrano tante denominazioni protette in così pochi chilometri: dal fiume alla montagna, ecco i prodotti certificati che raccontano Bassano e la sua Pedemontana.

DOP · ortaggio

Asparago Bianco di Bassano

Il più identitario: candido, tenero, dolce. Coltivato sotto terra nei comuni del Brenta (Bassano, Cartigliano, Cassola, Marostica, Mussolente, Pove, Romano, Rosà, Rossano, Tezze). Stagione marzo–giugno.

IGP · frutta

Ciliegia di Marostica

Dolcissima e croccante, dai colli della vicina Marostica. Protagonista di giugno, fresca o in crostate e confetture.

DOP · formaggio

Asiago

Il grande formaggio dell'altopiano dei Sette Comuni, fresco o stagionato d'allevo: una tradizione casearia millenaria.

DOP · salume

Sopressa Vicentina

Il salume morbido e profumato del vicentino, perfetto con la polenta di mais Marano e un rosso di collina.

DOP · olio

Olio Veneto del Grappa

L'extravergine delle colline pedemontane del Grappa, sotto-denominazione dell'olio Veneto DOP: delicato, da olive di versante.

IG · acquavite

Grappa

Indicazione Geografica tutelata: Bassano ne è la capitale simbolica. Nardini (1779) e Poli ne custodiscono storia e qualità.

Presìdi e tradizione

I sapori di malga, fiume e bosco

Accanto ai marchi certificati, una costellazione di prodotti di nicchia e piatti storici — molti tutelati come Presìdi Slow Food — che vivono solo qui.

Presidio Slow Food

Morlacco del Grappa di malga

Formaggio d'alpeggio prodotto d'estate nei cason sulle malghe del massiccio, alcuni del Seicento. Fresco a 15 giorni o stagionato.

Malga

Bastardo del Grappa

L'altro formaggio storico del monte: nato dall'incontro di latti e lavorazioni, robusto e stagionato.

Cereale storico

Mais Marano

La varietà locale da cui nasce la polenta più saporita della Pedemontana, granella vitrea e gusto intenso.

Secondo storico

Baccalà alla Vicentina

Stoccafisso cotto a lungo nel latte con cipolla e formaggio, servito con la polenta: il piatto-simbolo tutelato da una confraternita.

Primo piatto

Bigoli all'anatra

Grossi spaghetti ruvidi “al torchio” conditi con ragù d'anatra: il primo della festa nella tradizione veneta.

Bosco

Miele, funghi e tartufo

Il Miele del Grappa, i porcini e la selvaggina d'autunno, il tartufo dei Sette Comuni: la dispensa della montagna.

I vini delle colline

Dalla Pedemontana al calice

Breganze DOC

Torcolato

Il grande vino dolce da uve appassite di Breganze: uno dei passiti più longevi e celebri d'Italia.

Breganze DOC

Vespaiolo

Il bianco fresco e sapido dell'uva Vespaiola, perfetto in primavera con l'asparago bianco.

Colli vicini

Prosecco di Asolo DOCG

A est, i colli di Asolo e del Montello regalano lo spumante dei brindisi della Pedemontana.

Le grappe di Bassano

Le tre grandi case

Bassano dà il nome alla grappa: qui hanno sede tre interpretazioni altissime della stessa arte. Approfondiscile nella pagina dedicata.