Quando in Italia si dice “grappa”, si pensa a Bassano. Qui, all'imbocco del Ponte degli Alpini, è nata la distilleria più antica del Paese; qui hanno sede tre interpretazioni diverse e altissime della stessa arte: l'industria storica di Nardini, la cultura e il museo di Poli, l'artigianato estremo di Capovilla.
Tre nomi, tre modi di intendere l'acquavite — dalla tradizione di popolo al distillato da collezione. Questa pagina li raccoglie con le rispettive sedi e visite.
Nel 1779 Bortolo Nardini aprì la propria grapperia a ridosso del Ponte Vecchio, il ponte di Palladio: è la più antica distilleria d'Italia e la prima a produrre grappa su scala industriale. Nel 1860 un nipote del fondatore introdusse la distillazione a vapore, dando inizio alla grappa moderna — qualità costante in ogni litro.
La Grapperia al Ponte, all'imbocco di levante, è il salotto di Bassano: marmo, specchi, e il rito del “mezzo e mezzo”. Lo stabilimento e la sede storica restano in città.
Per il 225º anniversario, nel 2004, l'architetto Massimiliano Fuksas ha firmato “Le Bolle”: due sfere di vetro sospese su un'unica struttura d'acciaio, sala convegni e centro ricerca presso la sede e distilleria di Via Madonna di Monte Berico 7, a Bassano. Trasparenti e leggere, sono diventate un'icona dell'architettura contemporanea, nello stesso spirito “impossibile” del ponte di legno.
I “luoghi” Nardini sono diversi: la Grapperia storica al Ponte, la distilleria con Le Bolle in città, il bistrot Garage Nardini e l'impianto produttivo di Monastier di Treviso.
La Grapperia al Ponte è una delle attrazioni più visitate della città; le visite guidate alla distilleria e alle Bolle si prenotano online (in genere da martedì a sabato).
La famiglia Poli distilla a Schiavon, vicino a Bassano, dal 1898 (fondatore GioBatta Poli). Oltre alle grappe, ha fatto della divulgazione la sua cifra con il Poli Museo della Grappa, il museo di riferimento sull'acquavite italiana, a ingresso libero in due sedi:
Alambicchi storici, profumi, attrezzi e documenti raccontano storia e tecnica della distillazione. È la tappa giusta per capire cosa distingue una grappa da un'acquavite — e per una degustazione.
Oltre alle grappe, Poli firma distillati e liquori premiati a livello internazionale, fino a un acclamato whisky italiano: una famiglia veneta che porta alto il Made in Italy dell'acquavite.
A Rosà, ai piedi delle Prealpi vicentine, Vittorio Capovilla è considerato uno dei più grandi distillatori di frutta al mondo. La sua prima grappa è del 1975; nel 1988 nasce la distilleria vera e propria, frutto di una passione maturata nei viaggi in Germania.
Capovilla ha fatto della distillazione un'arte e della ricerca della migliore materia prima la sua ragione di vita: oltre 60 tipi di distillati — da uve, frutta coltivata, frutti selvatici e rari, acquaviti invecchiate e grappe — per circa 40.000 bottiglie l'anno, con quattro ettari coltivati in agricoltura biologica e acque che scendono dal Monte Grappa.
La sede è nelle suggestive cantine di Villa Dolfin Boldù, a pochi minuti da Bassano: distillati da collezione, puri e senza compromessi.
Il modo bassanese è semplice: un'ombra di grappa al bancone Nardini sul ponte, magari un “mezzo e mezzo” (rosso e bianco) come aperitivo. Per capire cosa si beve, una visita al Poli Museo della Grappa (ingresso libero). Per gli appassionati, una bottiglia Capovilla è un souvenir da collezione.
Ricorda che la grappa è un distillato ad alta gradazione: assaggia con moderazione e non metterti alla guida dopo. Vedi la guida alla visita →