Marostica
A 7 km, la "città degli scacchi": due castelli uniti dalle mura che salgono sul colle, e la celebre Partita a Scacchi viventi in piazza, in costume rinascimentale. Patria delle ciliegie IGP.
Bassano è il luogo in cui la pianura veneta si raccoglie e improvvisamente sale. A due passi dal ponte cominciano due paesaggi diversi: la Pedemontana delle colline coltivate e delle ville venete, e la montagna pura del Massiccio del Grappa, del Canale di Brenta e dell'Altopiano dei Sette Comuni. In mezzo, il Brenta — la cerniera fisica e simbolica.
Il Brenta nasce dai laghi di Levico e Caldonazzo, in Trentino, scende per la Valsugana e il Canale di Brenta e sbuca nella pianura proprio a Bassano, dove le colline lo costringono a una larga curva verso est. È il fiume che ha fatto la città: ne ha mosso i mulini, alimentato le rogge, portato a valle il legname e dato un senso al ponte.
A Bassano si parla sempre di “destra Brenta” e “sinistra Brenta”: non sono modi di dire, ma due territori. La destra Brenta (riva occidentale) guarda al Massiccio del Grappa e ai paesi di Pove, Solagna, Campolongo, Marchesane. La sinistra Brenta (riva orientale), più pianeggiante, apre verso Romano d'Ezzelino, la Pedemontana del Grappa e, oltre, Asolo e il trevigiano.
Il ponte di Palladio è la cerniera che cuce le due rive: dall'imbocco di levante (sinistra) a quello di ponente (destra) si passa, da otto secoli, da un mondo all'altro.
Si chiama Pedemontana la fascia di colline e pianura alta che corre lungo il piede delle Prealpi venete, da Sandrigo (Vicenza) fino a Conegliano (Treviso). È una delle aree più produttive d'Europa, e una delle più disegnate dall'uomo.
Vista da Bassano, la Pedemontana è anzitutto vino: il Torcolato di Breganze, il Vespaiolo, i Colli Berici a sud, il Prosecco di Asolo a est. È poi villa veneta: nel raggio di trenta chilometri si trovano Villa Emo a Fanzolo, Villa Barbaro a Maser (entrambe palladiane), Villa di Maser, Castello di San Salvatore.
È infine industria diffusa: l'asse pedemontano è il distretto produttivo del Made in Italy, dalla concia (Arzignano) alla meccanica (Schio, Thiene, Bassano), dall'occhiale (Belluno) al mobile (Pieve di Soligo).
Per il turismo, la Pedemontana è la base ideale: stradine bianche fra vigneti, agriturismi nelle ville, mercatini del Quattrocento (Marostica con la sua Partita a Scacchi viventi), e ogni sera la stessa vista — la pianura sotto, le montagne sopra.
Il Massiccio del Grappa è un'isola calcarea che si solleva dalla pianura veneta come un altare. Non è una vera catena alpina: è un blocco unico, alto 1.775 metri in vetta, circondato su tre lati da fiumi (Brenta a ovest, Piave a est, Astico a sud-ovest) e visibile da tutta la pianura padana orientale fin quasi a Bologna.
Per chi vive a Bassano è il primo orizzonte verso nord: lo si guarda ogni mattina, e dalle sue forme si capisce subito se nevicherà o no.
Dopo la disfatta di Caporetto, nell'ottobre 1917, il fronte italiano si arrocca sulla linea Piave–Grappa–Asiago. Il Massiccio del Grappa diventa, per un anno, il baluardo dell'esercito italiano: l'ultimo ostacolo prima di Venezia.
Tra il novembre 1917 e l'ottobre 1918 vi si combattono tre grandi battaglie. Vi muoiono oltre 25.000 italiani e 10.000 austro-ungarici. Le trincee, gli osservatori, le gallerie scavate nella roccia sono ancora oggi visitabili. Sulla cima, il Sacrario Militare di Cima Grappa — un'opera monumentale fascista del 1935 — custodisce le tombe di 22.910 soldati di entrambi gli eserciti.
Il Grappa è una delle mete escursionistiche più amate del Nord Italia. Nel 2021 è stato riconosciuto Riserva della Biosfera UNESCO "Monte Grappa". Da Bassano si sale in auto in 40 minuti (strada Cadorna, costruita per la guerra), o a piedi e in bicicletta da Romano d'Ezzelino, Pove, Crespano, Borso.
Il versante meridionale del Massiccio del Grappa, sopra Borso del Grappa e la frazione di Semonzo, è uno dei più celebri siti di volo libero d'Europa. La conformazione del monte — una grande prua isolata che si tuffa sulla pianura — genera correnti ascensionali quasi perfette, sfruttabili buona parte dell'anno.
Dai decolli a quota 1.000 e 1.500 metri partono ogni giorno parapendii e deltaplani; l'atterraggio è nei prati di Semonzo, sulla pianura. Qui si sono disputate gare nazionali e internazionali, e numerose scuole offrono voli biposto in tandem con istruttore: il modo più spettacolare di vedere il ponte, il Brenta e tutta la Pedemontana, dall'alto.
La Ciclovia del Brenta — ufficialmente Ciclabile della Valsugana — è una delle infrastrutture turistiche più amate del Veneto e del Trentino. Da Trento al mare in circa 180 km, ricalca il vecchio tracciato della linea ferroviaria della Valsugana e gli argini del fiume.
Si parte da Trento, si segue il lago di Caldonazzo, si scende per la Valsugana trentina fino a Borgo, poi Grigno, Primolano, Cismon, Valstagna, Bassano. Da Bassano la ciclabile prosegue nella pianura veneta fino a Padova e poi a Stra (Venezia).
Il tratto Bassano – Primolano è quello più spettacolare: 35 km nel Canale di Brenta, la gola incassata fra il Grappa e l'Altopiano dei Sette Comuni, con paesi sospesi sulle pareti, gallerie, ponticelli sul fiume.
Tra Bassano e Primolano, il Brenta scorre in una gola lunga 35 km chiusa fra le pareti dell'Altopiano dei Sette Comuni e quelle del Massiccio del Grappa. Si chiama Canale di Brenta o, dagli abitanti del posto, semplicemente "el canale".
È un mondo a sé. I paesi del Canale — Solagna, San Nazario, Cismon, Valstagna, Carpanè — sono incastrati sui pochi metri pianeggianti fra il fiume e la roccia. Per secoli vi si arrivava solo a piedi, e la vita ruotava attorno a tre attività: il legname, il tabacco coltivato sui terrazzamenti, l'emigrazione. I "menadàs" del Canale — i conducenti di zattere — erano celebri in tutta la Repubblica.
Oggi è una zona quasi spopolata, dove l'abbandono dei terrazzamenti è un problema. Ma anche una delle aree paesaggisticamente più intatte del Veneto: le pareti sono percorse da via ferrate spettacolari, il fiume è popolato di trote, l'aria è quella che si respira solo nelle gole calcaree.
Nel Canale di Brenta il fiume non è solo paesaggio: è un campo di gioco. E poco a sud, dove l'acqua riemerge dalla montagna, si aprono le grotte più celebri del Veneto.
Valstagna è da decenni il cuore degli sport fluviali del Nord-Est. Il tratto del Brenta tra Cismon e Valstagna, con le sue rapide regolari, ha ospitato gare internazionali di canoa e kayak ed è oggi un parco-giochi per tutti: rafting, hydrospeed, canoa, SUP e discese guidate adatte anche alle famiglie.
I centri rafting partono dai paesi del Canale e scendono il fiume tra pareti calcaree e gallerie: il modo più diretto per capire perché, per secoli, su quest'acqua si è fatto scendere il legname.
A Oliero (Valbrenta), ai piedi delle pareti del Canale, il fiume sotterraneo riemerge in un anfiteatro di risorgive dall'acqua color smeraldo. La più nota, la Cova del Camposo, si visita in barca, scivolando nel buio fino alla grande sala interna.
Il Parco delle Grotte, voluto nell'Ottocento dal naturalista bassanese Alberto Parolini, unisce speleologia, botanica e storia in una sosta breve e sorprendente, perfetta lungo la ciclabile o in giornata da Bassano.
Ogni anno, la penultima domenica di luglio, il Brenta a Valstagna torna a riempirsi di zattere. È il Palio delle Zattere, una rievocazione storica unica al mondo, nata dalla Pro Loco nel 1987: le nove contrade del paese costruiscono le proprie zattere e si sfidano in una discesa di circa 3 km, da San Gaetano al Ponte di Rialto, fra rapide e prove di abilità.
Non è folklore inventato: è la memoria viva del mestiere degli zattieri — i menadàs — che per secoli fecero scendere il legname fino a Venezia. Migliaia di persone affollano le rive per tifare le contrade.
Le rapide del Brenta non hanno formato solo zattieri, ma anche campioni. Sulle acque del Canoa Club Valstagna è cresciuto Pierpaolo Ferrazzi, nato a Bassano del Grappa nel 1965: a Barcellona 1992 conquistò l'oro olimpico nel K1 slalom — la prima medaglia d'oro olimpica italiana nella canoa/kayak — a cui aggiunse il bronzo a Sydney 2000.
Valstagna è da allora una fucina azzurra di canoa e kayak. E tra i personaggi che il bassanese ha dato al mondo ci sono anche il campione del mondo di rally Miki Biasion, la cantautrice Francesca Michielin e l'imprenditore Renzo Rosso (Diesel).
Sopra il Canale di Brenta, a un'altitudine media di 1.000 metri, si stende l'Altopiano di Asiago, conosciuto storicamente come Sette Comuni. È un mondo a parte: una vasta piana carsica circondata da montagne, una lingua propria — il cimbro, dialetto germanico medievale — e una storia di autonomia che dura dal Trecento.
I Sette Comuni sono Asiago, Roana, Rotzo, Foza, Gallio, Lusiana, Enego. Furono una piccola repubblica federata sotto la protezione di Venezia, mantennero una loro legislazione fino a Napoleone, e ancora oggi alcuni anziani parlano cimbro.
Bassano è il vertice di un quadrilatero di borghi fortificati tra i più belli del Veneto. In mezz'ora d'auto si passa da una cinta muraria all'altra: castelli, camminamenti, piazze medievali intatte.
A 7 km, la "città degli scacchi": due castelli uniti dalle mura che salgono sul colle, e la celebre Partita a Scacchi viventi in piazza, in costume rinascimentale. Patria delle ciliegie IGP.
A 13 km, la fortezza veneta dalla rarissima pianta ellittica: 1,5 km di mura medievali percorribili per intero su un camminamento di ronda sopraelevato, unico in Europa.
A 18 km, "la città dai cento orizzonti": rocca, mura, e il borgo amato da Carducci, dalla Duse e da Freya Stark. La perla orientale della Pedemontana, nel cuore del Prosecco di Asolo.
A 25 km, il quadrato murato che diede i natali a Giorgione: torri, fossato e la celebre Pala del maestro nel Duomo.
Il Castello degli Ezzelini e le mura medievali, con il camminamento di ronda di nuovo visitabile: la città-porta tra pianura e montagna.
Marostica, Bassano, Cittadella, Castelfranco e Asolo formano un anello facile, ideale anche in bicicletta lungo le campagne della Pedemontana.
Il Veneto è la regione delle mura. Allargando lo sguardo oltre Bassano, vale il viaggio l'intero circuito dei borghi fortificati: Montagnana, con una delle cinte medievali meglio conservate d'Europa; Soave, dominata dal castello scaligero tra i vigneti; Monselice ed Este, ai piedi dei Colli Euganei; Lazise, primo comune libero d'Italia, sulla riva del Lago di Garda; e Valeggio sul Mincio con il monumentale Ponte Visconteo. Insieme a Cittadella, Castelfranco, Marostica e Asolo formano la grande rete delle città murate venete.
Uscita Bassano del Grappa (la A31 è la "Valdastico", collega Vicenza al Trentino). Dieci minuti dall'uscita al ponte.
Bassano del Grappa è a 1 ora da Venezia Santa Lucia, 50 minuti da Padova, 35 da Vicenza. Stazione a 10 minuti a piedi dal ponte.
Venezia Marco Polo (60 km), Treviso Canova (50 km), Verona Catullo (110 km). Bus diretti da Venezia.
Da Trento in 2 giorni, da Venezia in un giorno e mezzo. Bassano è il punto a metà strada.
Le strutture HM52 / X-BOX Hotel offrono ospitalità sostenibile in legno, integrate nel paesaggio della Pedemontana.
Asparago bianco di Bassano DOP (primavera), Bigoli all'anatra, Baccalà alla vicentina, Formaggio Asiago DOP, e ovviamente grappa Nardini.